Alberto Mucignat

random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia…)

Hemingway, Calvino, Marquez: less is more

Scritto il a proposito di Randoms - 15 Commenti

Oggi ho trovato un articolo interessante in un mensile che mi arriva a casa. Parla della scrittura e viene citato Il principio dell’iceberg di Hemingway, un saggio sull’arte di scrivere e narrare.

Cito il maestro:

Cerco sempre di scrivere secondo il principio dell’iceberg: i sette ottavi di ogni parte visibile sono sempre sommersi.
Tutto quel che conosco è materiale che posso eliminare, lasciare sott’acqua, così il mio iceberg sarà sempre più solido. L’ importante è quel che non si vede. Ma se uno scrittore omette qualcosa perchè ne è all’oscuro, allora le lacune si noteranno.

Genio d’un Hemingway: puoi togliere solo ciò che conosci bene, altrimenti si capisce che non scrivi qualcosa perchè non la sai. Raffinatissimo.

La sicurezza per riuscire a togliere è data dalla consapevolezza che, per quanto poco è rimasto, sotto sotto c’è un solido iceberg di conoscenza.

Corollario applicato al web design: per praticare l’arte del less is more è necessario conoscere molto bene e in profondità quello di cui si scrive o di cui si progetta. Se non abbiamo solide basi, rischiamo di togliere senza riuscire a dare qualcosa in più.

Corollario finale: più sai, più le tue basi sono solide, più riesci a togliere.

Fino a scrivere un libro di poche righe, o raccontare storie brevi.

Come proponeva Calvino nelle Lezioni americane. Libro importante per me, che Luisa ha opportunamente e sapientemente accostato all’attività di scrittura per il web.

E così chiudo il mio personalissimo cerchio. Pazzesco.

ps: nello stesso articolo, manco a farlo apposta, una citazione di Marquez:

Un bravo scrittore non si riconosce tanto da quello che pubblica quanto da quello che butta nel cestino della carta.

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15 commenti ↓

  • #1 vale* 17/12/2008 00:51

    :) ho amato questo post. affronta un concetto che io trovo sottile e importantissimo, in qualsiasi ambito.
    proprio ragionando sul web design, non moltissimo tempo fa, ne ho tratto quella che resta la mia sintesi più sintesi: posta la certezza (matematica) che “less” is more, “minimo” è una cosa e “minimale” nè è un altra. :) “il minimo” è un superlativo assoluto e “il minimale”… semplicemente indica il minimo. :)
    con, a segnare il distacco, la reale “conoscenza operativa” che hai raccontato con tutta l’efficacia che io non saprò usare mai. grazie!

  • #2 Alberto 17/12/2008 09:34

    interessante la trasposizione matematica. grazie a te! :-)

  • #3 marco 17/12/2008 15:20

    - = +
    sarebbe curioso vedere dove questo porterebbe la teoria dei numeri… eh eh
    comunque concordo appieno.
    Alberto se ti piace la scrittura essenziale leggi Carver ha portato all’estremo la sintesi hemingwayiana…

  • #4 Alberto 17/12/2008 19:21

    non l’ho scritto, ma nell’articolo dopo emingway citava anche carver. li vedi anche tu i cerchi che si chiudono uno dietro l’altro? :-)

  • #5 Jacopo Romei 18/12/2008 00:50

    Bellissimo post, bellissimi commenti.
    Avete mai notato che i grandi messaggi filosofico-religiosi sono sempre estremamente sintetici? Poi è chi li usa/travisa che li diluisce…
    Ciao!

  • #6 Folletto Malefico 23/12/2008 00:51

    Provo a ribaltare la visione partendo dall’ultima citazione: quello che butti via rappresenta sempre una raffinazione verso qualcosa di migliore. Identifica gli errori, evidenzia i problemi, in un percorso di continuo miglioramento.

    Così, ad un certo punto quello che cestini magari è ottimo, ma leggermente peggio di quello che hai tenuto.

    Sviluppo Agile forse? :D

    Immense grazie per il post, la riflessione e la segnalazione del libro. Me lo farò girare ancora un po’ per la testa… :)

    Splendida soprattutto la tua evidenziazione: “Tutto quello che conosco”. Proprio tutto, anche i dettagli, le cose inutili. Tutto fa parte dell’iceberg e non è detto che quel dettaglio insignificante un giorno… :D

  • #7 Alberto 23/12/2008 10:55

    ecco, il mio metodo di scrittura è sicuramente iterativo.

    sempre in “Lezioni americane” pag 87-88 (*) c’è un momento in cui Calvino spiega come Leonardo Da Vinci abbia riscritto 3 volte una frase, ottenendo alla fine una sintesi che la prima versione non aveva.

    ecco, il “modello leonardesco” è quello che applico continuamente alla mia scrittura (blog, preventivi, report).

    iterativo, più che agile. jacopo concorderebbe, ma sulla differenza tra iterativo e agile, mi prendo tempo per scrivere un altro post ;-)

    (*) vi ho messo il numero di pagina perchè so che in questo periodo bazzicate in libreria e quindi se vi capita di volerlo prendere in mano senza comprarlo… ;-) (anche se VA comprato)

  • #8 Folletto Malefico 26/12/2008 14:00

    Si, mi è stato citato recentemente troppe volte da troppe persone valide: sarà sicuramente un acquisto, grazie. :)

    Altro ottimo spunto, sul quale però attendo il post (in quanto non mi reputo affatto un esperto di metodologie Agili, ma di ottimizzazione e minimalismo si :D ). :P

  • #9 seviyeli sohbet 28/12/2008 15:07

    bellissimo blog!! complimenti

  • #10 Giacomo Mason 08/01/2009 11:57

    Ciao Alby, anche io ho usato all’epoca la metafora hemingwayana, ma per le presentazioni

    http://presentazioniefficaci.splinder.com/post/7372510

    Ciao

  • #11 Alberto 08/01/2009 14:02

    eh infatti, dovevo saperlo che tu sei sempre più avanti ;-)

    (e cmq i cerchi continuano a chiudersi)

  • #12 Jazz | Infoservi.it 29/06/2009 12:43

    [...] giorni dopo Alberto Mucignat propone altre riflessioni su ciò che si può [...]

  • #13 sohbet 14/03/2011 21:03

    Thank you so worked this blog I am following the information perfect …

  • [...] molti web designer, per ricordare loro che la cosa fondamentale è comunicare, non creare rumore. Qui trovate uno spunto interessante. Ecco una lista di siti web che hanno tale motto insito nel loro [...]

  • [...] il passaggio su Leonardo Da Vinci, descritto da Calvino in Palomar (insomma, il caro vecchio less is more). E alla fine le parole contano quanto le immagini e spesso, assieme, producono effetti [...]

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