Alberto Mucignat

random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia…)

Design e genialità

Scritto il a proposito di WebLife - 20 Commenti

Nissuna umana investigazione si può dimandare vera scienza, s’essa non passa per le matematiche dimostrazioni -Leonardo Da Vinci

La scorsa settimana sono stato a Londra, per seguire il Future of Web Design. La conferenza è stata molto stimolante, anche se talvolta sento ripetere sempre le stesse cose. Forse sono io che le ho metabolizzate a tal punto che ormai mi sembra superfluo parlarne…

Però, una cosa che non mi è piaciuta per niente è il proporre continuamente l’idea che il design sia da ricercare attraverso il genio e la pura ispirazione.

È falso, oltre che un errore pazzesco.

Primo perchè in questo modo si abituano i designer a pensare che o sono geni, oppure non hanno speranza. Il che è frustrante per chi non ha molta fiducia in se, oltre che un problema quando un “creativo” si trova poi all’interno di un team di lavoro. Si perchè il genio e l’ispirazione sono legati ad una sola persona. Ma difficilmente i designer si troveranno a lavorare da soli ad un problema, mentre sempre di più oggi il problema è riuscire a lavorare in team, modificando le proprie idee in base alle esigenze degli altri.

Secondo perchè il design è una scienza, non un’arte.

Ovvero, la creatività va gestita, non si può pensare che arrivi dall’alto per concessione divina. Ci sono dei processi e delle informazioni che regolano tutto il medodo creativo e che dobbiamo imparare a gestire e a controllare (tanto per dire, vedi sempre Munari, Da cosa nasce cosa).

Tra l’altro, alcuni a Londra hanno citato Leonardo Da Vinci, dicendo che è stato un genio del design.

Certo. Ma Leonardo ha passato la vita a studiare tutte le scienze e le cose di cui veniva a conoscenza. Ogni piccolo dettaglio delle sue opere e delle sue invenzioni proveniva da precedenti informazioni che Leonardo aveva studiato e analizzato. Leonardo aveva un metodo scientifico per memorizzare, selezionare e analizzare le informazioni.

Leonardo era sicuramente uno molto dotato, ma genio lo è diventato col tempo, con le informazioni e le esperienze. E grazie soprattutto al suo metodo, che andrebbe forse studiato più che le sue invenzioni (vedi anche Introduzione al metodo di Leonardo Da Vinci).

Il genio forse non esiste. Ne parla bene anche Scott Berkun in The myths of innovations, dicendo che tutti quelli che noi consideriamo “geni” in realtà hanno passato tanti anni, se non l’intera esistenza, a studiare e ad analizzare spesso solo un singolo problema.

Si chiama tenacia, non genialità.

Vedi la storia di tutti i premi Nobel: ne trovi uno che ha inventato qualcosa in un paio di giorni? O senza l’aiuto di precedenti scoperte? Pensa anche ai teoremi di matematica, alla fisica, alla chimica…

Pare che Edison abbia fatto 2000 tentativi prima di realizzare la moderna lampadina col filamento in carbonio. 2000. Duemila.

Prova solo a contare fino a duemila.

La domanda è: tu a quale tentativo ti saresti fermato?

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20 commenti ↓

  • #1 Cristiano Rastelli 23/04/2008 04:02

    Bellissimo post, con il quale mi trovo d’accordo al 99% (un 1% per alla genialità vogliamo lasciarlo?)

  • #2 Alberto 23/04/2008 04:06

    e se alla fine quell’1% fosse solo una bella intuizione? :-)

  • #3 Daneel Olivaw 23/04/2008 06:26

    concordo su tutta la linea!

    non è che la genialità è/non è l’1%..

    io credo che la genialità consista nell’assemblare, collegare, trovare nuovi modi, mettere in relazione gli elementi e le informazioni raccolte in un modo nuovo, inatteso, non ancora esplorato. Questa capacità non è né infusione divina, né casualità, né capacità di pochi eletti e predestinati.

    La genialità (o creatività, li mettiamo insieme?) viene da una capacità di guardare i problemi con una visione ampia, sfaccetata, e con l’apertura per attingere alle fonti più svariate, anche quelle che normalmente sembra che non centrino niente.
    Qualcuno la chiama Pensiero Laterale (http://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero_laterale)

    Credo che il buon design possa scaturire dalla saggia combinazione di processi sequenziali e pensiero laterale.

  • #4 Andrea Resmini 24/04/2008 01:29

    genius is 1% inspiration and 99% perspiration.
    Non vedo un’alternativa: ognuno di noi è portatore di una visione delle cose (il genio: che poi possa essere un genio altamente apprezzabile dagli altri dipende da 1000 condizioni al contorno, ed è interamente un altro discorso), il resto è realizzazione di quell’idea / visione ed anche qui subentrano altri mille fattori condizionanti, individuali, professionali, sociali.

    Se il design fosse semplicemente pratica e UCD, la radio cubo (brionvega, Zanuso e Sapper) non l’avrebbe mai progettata nessuno.

    Insomma, bello spunto, ma il discorso non è banale. Parliamone al prossimo Summit. ;)

  • #5 Alberto 24/04/2008 03:28

    @Daneel (R.?) Olivaw: secondo me creatività è una cosa che scaturisce da un processo (ma anche da un ambiente, per dire). Però è una facoltà che si può coltivare, sviluppare, ecc. Il genio invece, più ci penso, più mi convinco che non esiste. Il genio è un mito, parliamo di cose reali. No?

    @Andrea: io non dico che il design = pratica+ucd, dico che il design è una scienza, quindi non si possono formare i designer dicendo che devono essere degli artisti e inventare dal nulla. Dobbiamo invece insegnare il processo, il “come si fa” ad essere creativi.

  • #6 Andrea Resmini 24/04/2008 04:13

    Non stavo dicendo che tu lo dicevi :) , era un commento più generale.
    Ho dei dubbi (oddio, non li ho solo io) invece che il design sia una scienza: è un’arte applicata, in cui la parte creativa e la parte produttiva hanno entrambe un peso nella realizzazione del progetto finale. Senza genio / creatività, hai il prodotto della tradizione; senza commitment al prodotto, hai l’opera d’arte. Munari che citi su questo è illuminante, ma è un dibattito che va avanti da un cento e rotti anni.
    Quanto all’insegnare il processo, non c’è dubbio.

  • #7 Daneel Olivaw 25/04/2008 00:12

    @ Alberto: si, R. ;) ma non dirlo a nessuno :P

    devo dire che nella mia testa il concetto di creatività è abbastanza definito, mentre mi sono accorto che il concetto di genio (per me) è molto più vago. Ho cercato di chiarirmi le idee leggendo una definizione da dizionario, e la sfocatura invece che sidursi si è allargata …

    Riguardo al design come scienza: storicamente il design viene dalle arti decorative che incontrano la produzione industriale, quindi arte e tecnica. Io, oggi, lo intendo come una disciplina più vicina alla scienza, ma non senza qualche dubbio. Come dice Andrea, ci sarebbe da dibattere a lungo su questo.

  • #8 Alberto 25/04/2008 01:20

    @andrea: ci siamo capiti, io parlo di scienza perchè esistono una letteratura, della formazione e della ricerca in merito. il problema è che -come ben sai- esistono per il design industriale, mentre per il web design siamo ancora in alto mare (e parliamo dell’italia, patria del design… sigh!)

    @daneel: eh eh, se si legge bene si arriva alla mia conclusione. che il genio, forse, non esiste ;-)

  • #9 Alberto 25/04/2008 01:26

    e comunque, tutta la mia tirata era per dire che non mi piace l’idea che ai designer si chieda di essere “creativi” cercando un’ispirazione che viene da dentro.

    esistono dei processi, dei metodi, che poi ognuno può modellare a piacimento. altrimenti invitiamo i designer ad essere artisti, con delle difficoltà enormi quando si trovano a lavorare in progetti veri, reali, in team con altri professionisti.

    almeno, questa è la mia esperienza.

  • #10 Andrea Resmini 25/04/2008 05:36

    Psssst, non dirlo a nessuno ma io credo che il web design (o meglio, l’IA / UX, perché non si parla di solo web) *sia* semplicemente industrial design in un mondo in cui gli oggetti / prodotti sono _anche_ digitali. Sto scrivendo di queste cose, quindi avremo modo di discuterne in qualche modo in futuro con più calma. ;)

  • #11 Cristiano Rastelli 25/04/2008 11:56

    Aggiungo ancora una cosa ovvia: il web-design è per sua natura più vicino all’industrial-design che non all’arte pura, per il semplice motivo che un sito web *si usa*. In questo senso, un buon web-designer non è necessariamente solo un buon creativo (certo aiuta) mentre sicuramente un ottimo artista non fa automaticamente un ottimo web-designer.

    Se il web-design fosse solo genialità, io sarei a zappare.

  • #12 jwc 27/04/2008 03:44

    “Don’t think to be original, just try to be good”
    by Paul Rand
    http://www.youtube.com/watch?v=uK-lr_QeI_g

    Grazie del post

  • #13 Daneel Olivaw 28/04/2008 05:22

    Sto cercando di terminare la tesi in disegno industriale e mi è capitato più volte di scontrarmi con il mio relatore su questo punto…
    Credo che la progettazione di un prodotto non si possa esaurire agli aspetti formali e tangibili “delegando a qualcun altro la programmazione”, soprattutto se si tratta di prodotti che spesso sono a cavallo tra mondo fisico e modo informativo.
    E’ necessario uno sguardo (e una progettazione) ad un livello più altro che influirà poi sulla realizzazione di entrambe gli aspetti.

    Mi sa che sono finito un po OT, cmq approfitto per ringraziarvi degli spunti di riflessione ;)

  • #14 Adrio 24/05/2008 04:18

    Come disegnatore mi trovi completamente d’accordo con te.

    Io però aggiungerei che l’arte non significa ne ispirazione, ne tantomeno buttare giù disegni “di getto”.

    L’arte è la tecnica, e la tecnica si rivela attraverso uno studio e quindi per me è una scienza.

    Dunque un designer non si può definire tale senza quelle basi che rendano il suo lavoro formato su una direzione studiata.

    Leonardo Da vinci era prima di tutto uno scienziato, è il più importante esempio dell’indissolubilità tra arte e scienza, tra studio e creatività.

    Il genio è quella capacità di saper leggere realtà nascoste e rivelarle attraverso la tecnica.

    Caravaggio era indubbiamente un genio e le sue opere non erano il risultato di un lavoro infantile e di getto, bensi di TECNICA ovvero arte, all’interno della quale inseriva un discorso di GUSTO oggettivo e CONCETTI forti.

  • #15 Cristiano Rastelli 06/06/2008 08:08

    A proposito di design, creatività e strumenti: un bel flame è nato da questo post di 37Signals:
    http://www.37signals.com/svn/posts/1061-why-we-skip-photoshop
    e qui alcuni interessanti spunti di risposta:
    http://www.hicksdesign.co.uk/journal/graphics-editor-or-text-editor
    http://www.markboulton.co.uk/journal/comments/design_isnt_about_tools/
    http://jeffcroft.com/blog/2008/jun/04/why-we-dont-skip-photoshop/

  • [...] si lavora assieme, in team, veramente. Se sei uno a cui piace lavorare da solo o fare il “genius designer” lascia stare, [...]

  • #17 Jacopo Romei 31/07/2010 16:17

    Gran post.
    Tanto per raccogliere in un punto solo un po’ di italiani che stimo vi rimando al primo quarto d’ora della presentazione di Gabriele Lana all’ultimo Javaday, in cui viene ben illustrato il concetto di genialità basata sulla pratica.
    http://www.gabrielelana.it/archives/150

  • [...] In pratica, specialmente in Italia, c’è la tendenza a voler fare i fantasisti: quelli che prendono il pallone a centrocampo e vanno in porta a segnare dribblando tutti (per dire). Siamo nella patria dei cosiddetti geni (Leonardo, Michelangelo, etc), siamo un paese di inventori (dobbiamo arrabattarci fin dalla nascita) e quindi è normale pensare di dover fare i geni per avere successo. [...]

  • [...] un ambiente umano dove si lavora assieme. Se sei uno a cui piace lavorare da solo o fare il “genius designer” lascia stare, [...]

  • #20 roberto 01/09/2011 16:47

    Bisogna distinguere art direction dal design. interessante l’articolo di ALA
    http://www.alistapart.com/articles/art-direction-and-design/

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